Studi scientifici Archivi · Nicoletta Paolillo

agrumi-2-e1632648095186.png

 

Mangiare agrumi porta benefici al nostro corpo, sopratutto se si considera anche la buccia.

Un recente studio ha infatti confrontato il contenuto di minerali tra la buccia e la polpa degli agrumi e determinato quali tra arancia, pomelo, mandarino, limone, lime e pompelmo rosso, giallo o verde, fosse il più ricco di minerali. 

Per lo studio ogni frutto è stato tagliato a metà, e una metà è stata omogeneizzata, trattando il campione nel suo insieme (buccia + polpa), mentre l’altra metà è stata pelata e la polpa (F) e la buccia (P) sono state omogeneizzate separatamente . 

Le arance possono inoltre arricchire il corpo con potassio, fosforo e manganese, mentre la calce può essere una fonte di calcio, zinco, sodio e soprattutto potassio. 

I ricercatori dello studio indicano che tutti gli agrumi sono una fonte molto preziosa di potassio, necessario per garantire l’equilibrio idrico ed elettrolitico.

Lo studio ha evidenziato che:

Il contenuto di macro e micronutrienti nella buccia della maggior parte dei frutti, ha superato di gran lunga la loro quantità nella polpa.

I ricercatori indicano inoltre che:

Arance e pomeli sono i frutti più ricchi di ferro e rame, quindi potrebbero essere consigliati in casi come i disturbi della produzione di emoglobina derivanti da una carenza di questi elementi. Mangiare agrumi porta quindi benefici, non solo grazie alla famosa vitamina C.

 

 

Fonte: Czech A, et al..Mineral Content of the Pulp and Peel of Various Citrus Fruit Cultivars. Biol Trace Elem Res. 2020 Feb;193(2):555-563.


banana-verde.jpg

Questo studio ha analizzato bambini e adolescenti con costipazione funzionale (secondo i Criteri Rome IV), divisi in 5 gruppi a seconda la terapia farmacologica applicata, combinata o meno con la banana verde.

I risultati ottenuti sono stati:

Il consumo di biomassa di banana verde da sola, ha ridotto in modo significativo il numero di bambini con classificazione Bristol Stool Form Scale 1 o 2, sforzandosi di defecazione, defecazione dolorosa e dolore addominale.
La percentuale di bambini che hanno richiesto una dose ridotta di lassativo è stata alta nel caso in cui la biomassa di banana verde è stata associata a picosolfato di sodio (87%) e PEG 3350 con elettroliti (63%).

La biomassa della banana verde da sola e associata a lassativi è stata ben tollerata e non sono stati segnalati effetti avversi.

Questo studio indica che la biomassa di banana verde è vantaggiosa come terapia aggiuntiva sulla costipazione funzionale, principalmente per ridurre le dosi di lassativi in bambini e adolescenti.

Fonte: articolo in lingua inglese su www.sciencedirect.com


intestino-irritabile.jpeg

L’olio di menta piperita è spesso usato per trattare la sindrome dell’intestino irritabile (IBS), nonostante la mancanza di prove dell’efficacia.

Gli autori di questo studio hanno esaminato l’efficacia e la sicurezza dell’olio di menta piperita a rilascio nell’ intestino tenue, in pazienti con IBS ed esplorato gli effetti di tale olio nel rilascio mirato all’ileocolon. Lo studio è stato eseguito in doppio cieco su 190 pazienti (secondo i criteri di Roma IV).

I risultati indicano che la risposta al dolore addominale non differisce tra i gruppi olio di menta piperita e placebo.
Non ci sono differenze tra i gruppi, in termini di sollievo complessivo. L’olio nell’intestino tenue, tuttavia, ha prodotto miglioramenti maggiori rispetto al placebo, negli esiti secondari di dolore addominale, disagio e gravità dell’IBS.

In conclusione si è scoperto che questo olio nell’ileocolon non riduce la risposta al dolore addominale, nè dà sollievo dai sintomi complessivi. L’olio di menta piperita a rilascio nell’intestino tenue, tuttavia, ha ridotto molto il dolore addominale, il disagio e la gravità dell’IBS.

Fonte: articolo in lingua inglese su www.sciencedirect.com


succo-duva.jpg

Alcuni alimenti forniscono benefici simili a quella degli integratori sportivi.

Il succo d’uva è stato considerato un’importante fonte di polifenoli e questi composti potrebbero favorire effetti positivi per gli sportivi. L’obiettivo dello studio era di valutare gli effetti del consumo di succo d’uva sugli indicatori di stressossidativo, infiammazione, danno muscolare, forza e potenza muscolare negli atleti di pallavolo.

Benefici del Succo d’uva

I risultati ottenuti hanno dimostrato che il consumo di succo d’uva riduce significativamente alcuni indicatori di danno cellulare dopo la partita. In particolare è stato osservato che il consumo di succo d’uva riduce i danni al DNA dopo la partita. Il gruppo di atleti che hanno bevuto il succo d’uva ha mostrato livelli più bassi di ossidazione delle proteine, mentre nel gruppo placebo i marker infiammatori e quelli di danno muscolare sono aumentati dopo la partita.

In conclusione questo studio sperimentale dimostra che l’assunzione di succo d’uva per due settimane, sembra ridurre l’ossidazione delle proteine e il danno al DNA, dovuto all’esercizio fisico intermittente, senza influenza epigenetica.

Fonte: articolo in lingua inglese su www.sciencedirect.com


Gravidanza-e-integratori.jpg

La gravidanza è un periodo in cui le future mamme si concentrano spesso sulla loro dieta per migliorare la propria salute e per preservare la salute futura dei loro figli.

Ci sono molte informazioni contrastanti di pubblico dominio sulla sicurezza e/o l’efficacia degli integratori alimentari durante la gravidanza. Nonostante ciò, il mercato degli integratori è in crescita.

In questa pubblicazione ci sono diverse informazioni scientifiche e gli autori discutono i ruoli dei nutrienti critici in gravidanza e le prove disponibili sull’uso di integratori per ridurre i rischi e migliorare gli esiti materni e fetali. Vengono fornite raccomandazioni nei riguardi delle donne in gravidanza, tenendo conto dei dati di sicurezza e delle assunzioni massime tollerabili stabilite per le lo stato gravidico.

È importante che dietisti, nutrizionisti, medici e altri operatori sanitari siano in grado di offrire consigli accurati e basati sull’evidenza sull’uso degli integratori in gravidanza.

L’integrazione di routine potrebbe non essere necessaria per tutti, ma vengono identificati gli individui a rischio.

Fonte: Oxford Academy

 


Pesce-crudo.jpg

Nonostante la maggior parte dei prodotti ittici siano cotti prima del consumo, la valutazione del rischio di contaminanti è ancora svolta nei prodotti crudi, influenzando molto le linee guida di salute pubblica.

In generale la valutazione del rischio viene effettuata infatti usando la concentrazione di contaminanti nel pesce crudo, mentre in genere viene ingerito cotto, il che può causare una sovrastima della quantità massima di un contaminante che può essere rilasciato dalla matrice alimentare ed essere assorbito dal corpo umano (bioaccessibilità).

Nel presente studio, è stato eseguito un test di bioaccessibilità in vitro per Galaxolide (HHCB) in campioni di merluzzo e sgombro.
I risultati indicano che:

  • i processi di cottura a vapore e grigliatura portano a una perdita del 50 – 70% di HHCB.
  • La cottura a vapore e grigliate determinano una diminuzione del contenuto di HHCB (tra il 50% e il 70% rispettivamente nel merluzzo e nello sgombro).
  • Si è osservata una riduzione maggiore nelle specie con più alto contenuto di lipidi (sgombro) rispetto alle specie con minor contenuto di lipidi (merluzzo).

Fonte: www.sciencedirect.com