Nutrizione Archivi · Nicoletta Paolillo

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Oggi è la festa di Halloween e la zucca è l’alimento protagonista di questa giornata.

La zucca fa bene ai bambini?

Può provocare allergie?

Le domande sono lecite.

In un recentissimo studio, un bambino di 2 anni ha manifestato anafilassi, presentando orticaria generalizzata, labbra gonfie e aumento della dispnea dopo aver consumato semi di zucca.

La zucca e i suoi semi sono sempre più consumati dai bambini per i loro potenziali benefici per la salute. Ogni giorno, circa il 30% degli adolescenti consuma noci e semi, compresi i semi di zucca. Tuttavia, ci sono alcune prove che i semi di zucca possono esercitare effetti allergenici e indurre una grave anafilassi potenzialmente letale. 

L’allergia al melone, al cetriolo e alla zucchina, che appartengono alla stessa famiglia delle Cucurbitacee della zucca, è ben nota, contrariamente all’allergia alla zucca. 

Sono state pubblicate poche descrizioni di reazioni allergiche associate alla zucca, specialmente nei bambini. 

Ad oggi sono stati segnalati tre casi di polpa di zucca e due casi di semi tra i bambini. 

Il caso clinico di questo studio descrive un caso di anafilassi da semi di zucca in un bambino con buona tolleranza alla polpa.

I risultati indicano che l’anamnesi ha mostrato che, sebbene il bambino avesse ricevuto una dieta di eliminazione a causa di un’allergia alimentare mediata da immunoglobuline E (IgE) al latte e alle uova di mucca, l’elemento dietetico di base era la polpa di zucca. 

Il test cutaneo è risultato positivo per i semi di zucca (5 mm) ,ma negativo per la polpa di zucca (1 mm) e le IgE allergene-specifiche erano 1,34 kUA/L per i semi e 0,37 kUA/L per la polpa. Ù

La diagnostica per componenti risolti (CRD) ha rilevato IgE nei semi di sesamo, nel grano saraceno e nelle noci (proteine ​​di stoccaggio). 

Sulla base di questi risultati, è stata identificata una grave reazione anafilattica ai semi di zucca.

La conclusione degli studiosi è stato che l’anafilassi dei semi di zucca può svilupparsi in un bambino con una tolleranza alla polpa di zucca. 

Gli allergeni dei semi di zucca non sono stati ben caratterizzati. 

Fonte: Gawryjołek J, et al,. Anaphylaxis after consumption of pumpkin seeds in a 2-y-old child tolerant to its pulp: A case study. Nutrition. 2021 Sep;89:111272.


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La pasta è un prodotto che richiede lavorazioni culinarie, che possono influenzare il contenuto di minerali nel prodotto finito.

Questo studio effettuato in Polonia, ha voluto esaminare come la cottura della pasta

(1) in acqua salata (1 cucchiaino-16 g di sale per 1 litro d’acqua) o non salata e

(2) il risciacquo della pasta cotta con acqua corrente influenzi il contenuto di minerali.

Sono stati analizzati trentacinque campioni di sei tipi di pasta.

Il contenuto di minerali è stato determinato utilizzando il metodo ICP-OES. È stata calcolata la ritenzione di minerali nella pasta cotta.

Tenendo conto del trattamento culinario, è stata valutata l’assunzione di minerali con la pasta per bambini, adolescenti e adulti e i valori sono stati confrontati con le raccomandazioni per la popolazione della Polonia.

I fattori culinari analizzati hanno avuto un’influenza statisticamente significativa sul contenuto di minerali.

L’aggiunta di sale all’acqua durante la cottura della pasta ha aumentato significativamente il contenuto di sodio (Na) nel prodotto, che a sua volta era correlato negativamente con il contenuto di altri minerali.

Quando la pasta veniva cotta in acqua non salata, conteneva meno Na e più altri minerali rispetto alla pasta cotta in acqua salata.

Il risciacquo della pasta ha ridotto il contenuto di tutti i minerali.

La pasta è un’importante fonte di magnesio (Mg), rame (Cu) e manganese (Mn) nella dieta.

Questi ingredienti sono particolarmente importanti per garantire il corretto sviluppo e funzionamento del corpo umano.

Il miglior metodo di trattamento culinario della pasta è la cottura in acqua non salata senza risciacquo.

 

Fonte:  Jachimowicz K, et al. Pasta as a Source of Minerals in the Diets of Poles; Effect of Culinary Processing of Pasta on the Content of Minerals.

Foods. 2021 Sep 9;10(9):2131.


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“NON sei il tuo lavoro: è passeggero anche quello”

…è una frase che può essere di aiuto anche a te che sei un Nutrizionista, ma anche se la tua professione è diversa.

E’ una frase che tempo fa ho letto in un bellissimo post della Prof.ssa Silvia Vianello PhD.
che ti riporto:

“NON sei la tua posizione sociale: è presa in prestito.
NON sei il tuo denaro: è transitorio.

Posizioni, aziende e soldi non definiscono chi siamo.

Nel mio percorso ho capito che la vita è:

1. Cosa IMPARIAMO.
2. Le persone che ISPIRIAMO.
3. Le vite che TRASFORMIAMO.

Quanto vale essere ricordati con piacere e stima da ex dipendenti, colleghi di lavoro, amici, e chi ha incrociato il nostro cammino?

1. Con il tuo lavoro fai crescere le persone del tuo team.
2. Con il tuo denaro realizza sogni (tuoi e degli altri).
3. Con la tua posizione guida ed ispira i tuoi colleghi o dipendenti.

Posizione, lavoro e denaro sono temporanei.
Ma ciò che sei, la tua eredità sarà ricordata per sempre”.

Riflessioni per me importanti che mi fà piacere ricordare.

…e visto che le reputo importanti, desidero condividerle con te, perchè credo che tu sia speciale  a prescindere dalla professione che svolgi e quindi meriti di vivere al meglio.

Conosci riflessioni di altre persone, che ti hanno colpito?
Fammi sapere nei commenti.

Per avere altre informazioni, spunti e riflessioni, iscriviti gratuitamente alla mia Nutriletter.


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Pochi giorni fa ho partecipato ad un interessante corso di crescita personale, dove ho scoperto il significato del termine Kairos (καιρός), che nel greco antico è tradotto come “momento giusto o opportuno” o “momento supremo”.

Mentre chronos riguarda la “quantità” di tempo, kairos si riferisce alla “qualità” del tempo.

Il tempo è un fattore importante per chiunque.
Si dice spesso che “il tempo è denaro”.
Per te che sei un professionista è anche fondamentale.

Il tempo che trascorri nel luogo dove lavori (e dove stai gran parte della giornata) lo impieghi soprattutto per:
– visitare i pazienti,
– compilare l’anamnesi,
– scrivere un piano alimentare,
– comunicare con i pazienti,
– aggiornarti su tutti gli argomenti legati alla professione e tanto altro.

Sicuramente impieghi molto del tuo tempo a disposizione, per fare tutte queste attività.

Proprio a proposito del tempo, recentemente Sundar Pichai (CEO di Google) ha fatto un discorso di soli 60 secondi, che ha colpito molto per ciò che ha espresso sul tema e cioè:

“Gestisci con efficacia il tuo orario di lavoro, concediti del tempo per te, per la tua famiglia, per gli amici, per riposarti e per prenderti cura della tua salute.
Gestisci con saggezza il tempo”.

In queste parole io ci trovo Kairos.

Cosa puoi fare quindi tu per avere tempo Kairos?

Inizia a delegare ad altri alcune delle tue attività.
Facendo un passo del genere noterai presto benefici e più tempo per te.

Cerca ad esempio un modo per impiegare tempo di qualità e non di quantità, per la tua formazione professionale.

Questo è ciò che faccio io e che ho deciso di fare per i nutrizionisti.

Il servizio Nutrinformati che ho ideato serve infatti per farti ridurre il tempo “Chronos” e farti vivere di più momenti legati a “Kairos”.

Metterti a cercare e studiare nuove scoperte in alimentazione necessita di tempo ed energie.

Delegare chi lo può fare al posto tuo significa scegliere Kairos e non Chronos e inoltre mettere in pratica gli insegnamenti di Sundar Pichai.

Vuoi iniziare fin da subito facilmente ad essere un nutrizionista “Kairos”?

Iscriviti GRATUITAMENTE alla “Nutriletter”.
Avrai risorse free utili alla tua professione, che ti faranno guadagnare del tempo prezioso per te.


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La dieta vegana è una regime alimentare che negli anni ha fatto molto discutere.

Nel corso degli anni vari studi sono stati fatti per capire pro e contro di questo tipo di dieta.

Molte sono state le domande alle quali gli esperti hanno cercato di trovare una risposta. Tra queste quelle riguardanti la gravidanza.
Gli studiosi hanno cercato di comprendere sin da subito se una donna che si trova in stato gestazionale può seguire o meno questo regime alimentare.

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nel 2020 ha riportato alcune informazioni a riguardo sul sito web ufficiale dove si può leggere:

“Durante la gravidanza e l’allattamento, le donne che seguono una dieta vegana devono essere certe di disporre della quantità necessaria di vitamine minerali affinché il bambino possa svilupparsi in modo sano. Se si intende nutrire un bambino seguendo la dieta vegana, è necessario assicurarsi che mangi una grande varietà di alimenti in grado di fornire l’energia, le vitamine e i minerali di cui ha bisogno per la crescita”.

Già nel 2009 l’ADA (American Dietetic Association), una delle più importanti associazioni di nutrizionisti del mondo, ha pubblicato un documento che riporta come  la dieta vegetariana e la dieta vegana, se correttamente pianificate, possono essere adeguate dal punto di vista nutrizionale.

Gli studi nel tempo sono continuati tanto che un recente studio pubblicato su Journal of Perinatology ha avuto come obiettivo quello di determinare l’effetto di una dieta vegana materna sull’esito della gravidanza.

 Sono state arruolate donne con una gravidanza singola che hanno mantenuto la stessa dieta prima e durante la gravidanza in corso.

La stratificazione è stata effettuata in base al tipo di dieta: vegani, latto-ovo-vegetariani, mangiatori di pesce e onnivori.

Complessivamente, sono state arruolate 273 donne, di cui 112 onnivori, 37 mangiatori di pesce, 64 latto-ovo-vegetariani e 60 vegani. 

I risultati dello studio sono stati: 

  1. La dieta vegana è risultata essere significativamente associata a un aumento del rischio di neonati piccoli per l’età gestazionale rispetto solo a una dieta onnivora. 
  2. L’incidenza della nascita pretermine era simile in tutti i gruppi. 
  3. I vegani avevano un peso alla nascita inferiore rispetto ai latto-ovo-vegetariani (3015 ± 420 g contro 3285 ± 482 g) e agli onnivori (3328 ± 495 g), ma non ai mangiatori di pesce. 
  4. I vegani avevano anche un aumento di peso gestazionale medio inferiore rispetto ai soli onnivori (11,6 ± 4,2 kg contro 14,3 ± 4,6 kg).

In conclusione, gli autori dello studio affermano che la dieta vegana è associata a un rischio maggiore per i neonati piccoli per l’età gestazionale e a un peso alla nascita inferiore.

 

Fonte: Avnon T, Paz Dubinsky E, Lavie I, Ben-Mayor Bashi T, Anbar R, Yogev Y. The impact of a vegan diet on pregnancy outcomes. J Perinatol. 2021 May;41(5):1129-1133.


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Il consumo di carne magra e/o grassa è stato sempre un argomento di interesse sia per i consumatori che per i nutrizionisti.

Gli ingredienti a base vegetale sono utilizzati per migliorare i componenti a base di carne, in modo che siano più salutari.

La crusca d’avena (Avena sativa L.) viene molto utilizzata nella preparazione di numerosi prodotti a base di carne, fornendo loro principalmente fibre solubili (β-glucani), minerali (Mg, Fe, Cu, ecc.), vitamine e composti fenolici.

La chia (Salvia hispanica L.) è un ingrediente di origine vegetale con interessanti proprietà nutrizionali grazie ai livelli più elevati di acido α-linolenico, minerali (Ca, Fe, Mg, Mn, ecc.) e vitamine.

La chia è stata aggiunta a diversi prodotti a base di carne per fornire a questi, composti bioattivi e proprietà fisiche (capacità di legare acqua e grasso, proprietà emulsionanti e gelificanti, ecc.).

Sia la chia che l’avena sono state utilizzate per ottenere nuovi prodotti alimentari che possono essere utilizzati come sostituti del grasso animale.

Un recente studio ha valutato come la cottura alla griglia, una procedura culinaria molto comune e tradizionale per i prodotti a base di carne fresca, influenzi la composizione e le proprietà fisiche delle salsicce contenenti chia e avena ed emulsioni gel, come sostituti del grasso animale.

Un prodotto a base di carne fresca (salsicce) al quale è stato aggiunto chia o avena è stato utilizzato per valutare che impatto ha la cottura alla griglia sulla composizione e sulle proprietà delle salsicce.

I risultati dello studio indicano che indipendentemente dal fatto che contengano chia o avena, l’uso di emulsioni in gel è ottimale per le salsicce poiché queste perdono meno acqua e grasso durante la cottura.

La composizione degli insaccati cotti è stata inoltre influenzata dalla loro formulazione.

Quelli con chia, in particolare, presentavano il più alto contenuto di acidi grassi polinsaturi, principalmente a causa del più alto livello di acido grasso α-linolenico (1,09 g/100 g di prodotto).

 

In conclusione, lo studio indica che l’uso di chia aumenta la leggerezza, l’ossidazione lipidica e la consistenza di tutto il campione di carne e quindi può essere usata come sostituto del grasso animale.

 

Fonte: Pintado T, Ruiz-Capillas C, Jiménez-Colmenero F, Herrero AM. Impact of Culinary Procedures on Nutritional and Technological Properties of Reduced-Fat Longanizas Formulated with Chia (Salvia hispanica L.) or Oat (Avena sativa L.) Emulsion Gel. Foods. 2020 Dec 11;9(12):1847.


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Sei un nutrizionista alle prese con diverse tipologie di pazienti?

Ecco un bel libro che ti consiglio di leggere e di far leggere perché no, anche ai tuoi pazienti.

“Molecole di emozioni” di Candace B. Peart è uno dei più bei libri che io abbia letto per migliorare la mia vita.

La Dott.ssa Candace B. Peart è stata una famosa neuroscienziata farmacologa degli anni 70-80.
A lei si deve la scoperta di molecole (recettori cellulari) che riconoscono e si legano alla morfina, facendola così agire contro il dolore.

Qualsiasi farmaco antidolorifico o antinfiammatorio che oggi usiamo, lo dobbiamo a lei.

Questo libro autobiografico, è il racconto della sua vita, dei suoi esperimenti, ma è anche una spiegazione semplice e completa di come funzioniamo, di cosa cioè accade dentro ognuno di noi quando proviamo gioia, rabbia, tristezza, e tante altre emozioni.

Perché te lo consiglio?

Perché credo che possa darti un aiuto per migliorare la tua vita e la tua professione.

Perché credo sia utile farlo leggere anche ai tuoi #pazienti, in modo che capiscano cosa succede dentro il loro corpo quando mangiano un alimento che prediligono oppure no e quindi di riflesso come il piano alimentare che tu indichi loro, possa essere ancora più efficace.

Un libro che non parla di alimenti, o di alimentazione in genere, può essere un ulteriore utile strumento da usare per aiutare i tuoi pazienti.
Hai mai pensato a questo?

Conosci altri libri da consigliare?
Fammi sapere nei commenti.

Per altre info utili a migliorare tua professione, iscriviti alla “Nutriletter” per ricevere periodicamente un menù special.


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Tu hai staccato la spina?

Sei di nuovo tornato a fare il nutrizionista o più in generale il tuo lavoro?

Oggi termina agosto, le ferie sono finite per molti e c’è il rientro alla quotidianità.

Tu sei tra questi?

Spero di si.
Lo spero perché se sei rientrato, significa che ti sei concesso un po’ di meritato relax.

Oggi riflettevo sul fatto che staccare la spina è importante per almeno 3 motivi:

Vuoi sapere quali?

1. perché aiuta a rigenerarti
2. rigenerato, sei sicuramente più efficiente nel periodo successivo.
3. il tuo corpo, anche se ora non ti accorgi, ne beneficerà nel tempo.

Purtroppo in tanti dipendiamo da quella vicina interiore che ci dice spesso che “dobbiamo lavorare”.

Se ci prendiamo un periodo di riposo, ci sentiamo anche in colpa.

In molti dicono che se sei un libero professionista devi rimanere sul pezzo perché altrimenti perdi #clienti e non guadagni.

Se sei un libero professionista, ti capisco bene.
Sono cresciuta con un papà medico, che ha lavorato per 40 anni, senza mai fermarsi, neanche il mese di agosto!

Ne è valsa la pena?
Secondo me, no!
Non si è mai riposato e alla fine
per una serie di avvenimenti molto spiacevoli, non si è goduto neanche il periodo della pensione, come ognuno sogna di fare quando lavora.

Anche io questa estate stavo commettendo lo stesso errore.
Stavo per non staccare la spina perché ahimè la mia vocina interiore usa spesso il verbo “devi” e perché mi ritrovo anche un grande senso di responsabilità, a volte controproducente.

Voglio per questo ringraziare Francesca Scelsi perché con le seguenti parole scritte in un post su fb, mi ha fatto cambiare idea:.
“ Non abbiate mai paura di staccare.
Non abbiate mai timore di “rimanere tagliati fuori” (FOMO).
Perché:
non esiste niente di più prezioso del nostro delicato equilibrio psicofisico e della nostra energia, che è da tutelare SEMPRE a ogni costo.
Quindi se e quando sentite il bisogno di fare detox, avete il dovere di farlo.
Il risultato finale sarà una maggiore produttività e attrattività sul lungo termine.
Parola di coach”.

Cosi mi sono concessa 1 settimana lontano completamente da qualsiasi attività lavorativa.
(sono sincera, un post su linkedin e sulla mia pagina IG “Nutrinformati”, l’ho comunque scritto…ma sempre per colpa della vocina).

Il riposo serve a tutti.
Senza, non portiamo a casa grandi risultati, e se anche lo facciamo, con il tempo capiremo che era meglio fare diversamente.

Perché ?
Il nostro corpo ne ha bisogno, e se ci vogliamo bene, è meglio prenderci cura di lui, come si fa con i pazienti o clienti.

Chiunque ha bisogno di riposo, anche un professionista che come te, cura il benessere delle persone.
Il tuo stato di benessere influenza anche il loro.

…E tu che ne pensi?

Sei riuscito a staccare e/o hai in programma di farlo prossimamente?

Staccare la spina è per te un toccasana o una perdita di tempo e di soldi?

Fammi sapere nei commenti.


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Ikigai-Mottainai-Gaman-Kaizen
…la saggezza orientale può servire anche ai nutrizionisti come te.

Non so se hai mai sentito queste parole. Sono giapponesi e hanno un significato molto importante.

Io le ho conosciute in differenti situazioni:

Ikigai, grazie ad un bellissimo ed utilissimo libro di Bettina Lemke, che ti consiglio di leggere.
Leggilo se ti senti come una barca nel mare in tempesta.
Ti aiuta a capire la tua missione di vita, se ancora non ti è chiara.
In altre parole L’ikigai (生き甲斐) (iki-vivere, gai-ragione) è il motivo per cui alzarsi la mattina.

Mottainai (勿体無い ), scoperto grazie ad un interessante post su linkedin.
È un termine giapponese di origine buddhista che indica rammarico per uno spreco.

Gaman, conosciuto attraverso un’articolo di Erica Zuanon su AffariItaliani.it
Gaman ( 我 慢 ) è un termine di origine buddista zen che significa “sopportare l’insopportabile con pazienza e dignità”.

In altre parole, la “perseveranza”, “pazienza” o “tolleranza”.

 Kaizen, scoperto in un libro letto anni e anni fa sul miglioramento personale,
Kaizen (改善) è la composizione di due termini giapponesi, KAI (cambiamento, miglioramento) e ZEN (buono, migliore), e significa cambiare in meglio, miglioramento continuo.

La cultura orientale secondo me ha molto da insegnarci.

Spesso nella vita e quindi nella professione occorre sapere cosa fare e come fare.

Ed è grazie a parole come queste, ricche di significati e insegnamenti che puoi avere la soluzione che ti serve.

Se sei un nutrizionista, (ma anche se sei un professionista in un altro settore), avrai sempre bisogno di trovare la soluzione ad un problema.

Libri, video e parole come queste che ti ho indicato, possono essere un notevole supporto se vuoi migliorarti e se vuoi che la tua professione abbia un notevole impatto, ricco di tanti benefici per te, per i tuoi clienti/pazienti, ma anche per tutte le altre persone che conosci.

A proposito di conoscenza…conosci altre parole ricche di insegnamento?

Scrivilo nei commenti.


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Conosci un libro per migliorare la tua professione?

Mi piace leggere molto ed uno dei libri che ho letto un po di tempo fa e che ho messo nella mia top ten è “ Il Monaco che vendette la sua ferrari” di Robin Sharma.

Perché è nella lista?
Perché è una storia che mi ha affascinato sin dal inizio per la realtà che descrive.
Un uomo d’affari che racconta di se ad un suo amico molto saggio e questo amico che lo ascolta con empatia e gli fornisce chiavi di lettura diverse, ricche di insegnamenti.

Io penso che sia un libro molto interessante per un nutrizionista, ma anche per qualsiasi altro libero professionista.

Contiene diverse frasi, molto significative.

Ne ho scelte 3, tra le tante che mi hanno colpita e che ti riporto perché credo ti possano essere d’aiuto:

1. “Piccoli miglioramenti quotidiani creano ottimi risultati nel tempo”.

2. “Per assurdo, meno ti soffermi sull’obiettivo finale e più presto ci arriverai. Se tieni un occhio sempre fisso sulla destinazione, te ne rimane solamente uno per guidarti lungo il viaggio”.

3. “Investire in noi è il miglior investimento che facciamo e non solo migliorerà le nostre vite, ma le vite di chi ci circonda.”

Leggendole ti sei rispecchiato in questi insegnamenti?

Se hai letto già questo libro, fammi sapere se lo hai gradito e/o se hai letto altri libri simili.

Ti lascio il link per leggere un’ anteprima fornita da google books.